Il primo numero del «Giornale della libreria» compare come settimanale il 1° gennaio 1888.
Pubblicato dall’ATLI (Associazione tipografico libraria italiana, che allora, e fino al 1929 e l’istituzione dell’ordinamento corporativo introdotto dal regime fascista, raggruppava in un’unica associazione, case editrici, tipografi e librai) riportava in un breve editoriale – probabilmente redatto da Emilio Treves – gli obiettivi che avevano spinto gli editori a dar vita a questo «giornale professionale».
Un periodico «che si rivolge a tutti quelli che esercitano professioni librarie e tipografiche, dal grande fabbricante di carta, fino all’ultimo spacciatore di fogli stampati».
Perché «col nome generico di Libreria, intendiamo tutto ciò che ha relazione col libro, che vive del libro, che ama il libro. Vi sono comprese tutte le professioni, tutte le industrie, tutte le arti che contribuiscano sia alla produzione, sia allo spaccio della carta stampata».
Infine, conclude, «Gl’interessi delle nostre arti e delle nostre industrie, avranno così con il «Giornale della libreria» un organo efficace per tutta Italia, che le rappresenti, le difenda, e ne promuova il movimento e il progresso».